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	<title>Centri di Terapia Breve : Pescara Chieti L&#039;Aquila Teramo Ascoli P. &#187; tentate soluzioni</title>
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	<description>Studi Affiliati al C.T.S. di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone</description>
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		<title>Riorganizzazione sito</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 07:43:17 +0000</pubDate>
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<h2>Come funziona</h2>
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<p style="text-align: justify">La Terapia Strategica &egrave; una forma di intervento breve e focale, orientata verso l&rsquo;estinzione dei sintomi, da una parte, e verso la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di s&eacute;, degli altri e del mondo, dall&rsquo;altra. Pertanto rappresenta un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica. Il cambiamento, infatti, avviene non solo a livello comportamentale, ma anche emotivo e cognitivo.</p>
<p style="text-align: justify">Partendo dall&rsquo;assunzione che i disturbi di natura psicologica derivano da una modalit&agrave; disfunzionale di percepire e di reagire nei confronti della realt&agrave;, il terapeuta strategico, per cambiare una situazione problematica, anzich&eacute; andare alla ricerca delle cause originarie, indaga sul &quot;come&quot; il problema funziona e sul &quot;come&quot; si mantiene per poi individuare la modalit&agrave; d&rsquo;intervento pi&ugrave; efficace. Un aspetto fondamentale su cui il terapeuta focalizza l&rsquo;attenzione sin dal primo incontro &egrave; l&rsquo;indagine sulle cosiddette &quot;tentate soluzioni&quot;, vale a dire tutto ci&ograve; che il paziente stesso e le persone intorno a lui hanno tentato di fare per cercare di risolvere il problema. Questi tentativi disfunzionali ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con delle strategie pi&ugrave; funzionali, alimentano la situazione problematica e ne determinano la sua persistenza, complicandola ulteriormente. Da un punto di vista strategico, quindi, per cambiare una situazione problematica non &egrave; necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe pi&ugrave; alcuna possibilit&agrave; di intervento), ma lavorare su come questa si mantiene nel presente modificando la ridonante ripetizione delle &quot;tentate soluzioni&quot; adottate. Per questo motivo, il terapeuta strategico concentra la sua attenzione, fin dal principio della terapia, sul rompere questo circuito vizioso che si &egrave; venuto a stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su &quot;come funziona&quot; il problema, piuttosto che sul &quot;perch&eacute; esiste&quot;, sulla ricerca delle &quot;soluzioni&quot; piuttosto che delle &quot;cause&quot;. Scopo ultimo dell&rsquo;intervento terapeutico diviene cos&igrave; lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle &quot;tentate soluzioni&quot;) ad una prospettiva pi&ugrave; elastica e funzionale, con maggiori possibilit&agrave; di scelta. In questo modo la persona acquisisce la capacit&agrave; di fronteggiare i problemi senza rigidit&agrave; e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive. Per raggiungere questo obiettivo nella maniera pi&ugrave; efficace e rapida possibile, l&rsquo;intervento strategico &egrave; di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire gi&agrave; dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta &egrave; comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.</p>
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