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	<title>Centri di Terapia Breve : Pescara Chieti L&#039;Aquila Teramo Ascoli P. &#187; Terapia Strategica</title>
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	<description>Studi Affiliati al C.T.S. di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone</description>
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		<title>Terapia Indiretta con Bambini e Ragazzi Difficili</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 13:53:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Il trattamento indiretto, con bambini e ragazzi difficili, &#232; un tipo di intervento psicologico che prevede il coinvolgimento di uno o pi&#249; membri adulti della famiglia, i quali rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del minore e quindi di tutto il sistema familiare. Molti dei [...]]]></description>
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<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><tt><font face="Arial, sans-serif"><font size="2">Il trattamento indiretto, con bambini e ragazzi difficili, &egrave; un tipo di intervento psicologico che prevede il coinvolgimento di uno o pi&ugrave; membri adulti della famiglia, i quali rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del minore e quindi di tutto il sistema familiare.</font></font></tt></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Molti dei problemi che si manifestano nel contesto familiare e che compromettono il normale svolgimento delle attivit&agrave; quotidiane di uno o pi&ugrave; componenti possono essere, a volte, non affrontati in modo adeguato o possono essere sottovalutati.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">I problemi psicologici che coinvolgono la famiglia si costruiscono spesso sulla base delle reazioni messe in atto dai genitori per cercare di risolvere il problema stesso. Il problema cos&igrave;, anzich&eacute; risolversi, viene alimentato o addirittura estremizzato dal modo in cui si sta cercando di risolverlo. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">I tentativi fatti dalla famiglia sono quelle che noi Strategici chiamiamo le Tentate Soluzioni disfunzionali.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Il rischio maggiore al quale una famiglia pu&ograve; andare incontro, continuando ad utilizzare le tentate soluzioni, &egrave; che un problema possa trasformarsi in un profondo disagio e di conseguenza in un disturbo psicopatologico, questo accade quando il problema si mantiene, si stabilizza e si amplifica in seguito alla messa in atto di soluzioni disfunzionali perpetuate nel tempo.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">A questo punto l&rsquo;intervento Strategico, va alla ricerca della leva per sovvertire i circoli viziosi che si sono instaurati nella famiglia, utilizzando dei protocolli di intervento collaudati, nel giro di poche sedute, le prescrizioni bloccheranno le tentate soluzioni disfunzionali, e far&agrave; s&igrave; che si inneschino dei cambiamenti per la risoluzione del problema.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Molto spesso quando arrivano da me genitori che hanno problemi con i loro figli, sono sorpresi quando specifico che preferisco vedere solo loro e non il figlio.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Quello che molti nostri colleghi sottovalutano &egrave; che un bambino quando va dallo psicologo o psicoterapeuta, si sentir&agrave; diverso gi&agrave; per il solo fatto che &egrave; in cura da uno specialista.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Il bambino prima di tutto non deve sentirsi etichettato, ne come un bambino difficile ne come problematico; tant&rsquo;&egrave; che noi Psicoterapeuti Strategici evitiamo anche di fare delle diagnosi, o meglio evitiamo di comunicarle perch&eacute; potremo creare l&rsquo;effetto Profezia Autoavverantesi.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Il rischio &egrave; di sommare ad un problema gi&agrave; presente, l&rsquo;etichetta diagnostica di una possibile patologia che anzich&eacute; risolvere il problema in questo caso lo potrebbe solo aggravare.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">La diagnosi la comunicheremo all&#8217; interessato&nbsp;quando non &egrave; pi&ugrave; pericoloso farlo.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Come diceva gi&agrave; Ippocrate: &ldquo;Primum non nuocere.&rdquo;</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Inoltre &egrave; molto pi&ugrave; proficuo lavorare con i genitori e/o insegnanti, piuttosto che con un bambino o ragazzo problematico che potrebbe boicottare la terapia e rendere vano il nostro intervento.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Difatti la psicoterapia che io utilizzo in questi casi, insieme a tutti gli affiliati del C.T.S. di Arezzo, &egrave; quella della terapia indiretta insegnata dal Prof. Giorgio Nardone, durante le sedute non vedr&ograve; il bambino che aiuter&ograve; a meno che non ci siano ragioni specifiche (ad es. anoressia&hellip;).</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Non venendo fisicamente in terapia, il bambino senza sentirsi problematico, senza essere sottoposto alle domande di uno specialista, ma quasi magicamente attraverso i nuovi comportamenti dei genitori guidati dallo psicoterapeuta cambier&agrave; comportamento e/o guarir&agrave;.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">E&rsquo; quello che noi strategici chiamiamo: &ldquo;Solcare il mare all&rsquo;insaputa del cielo&rdquo;.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">I bambini sono i pi&ugrave; facili da aiutare, proprio perch&eacute; hanno ancora tutte le potenzialit&agrave; per cambiare anche velocemente, se i genitori riescono a seguire le prescrizioni i risultati non tarderanno a venire. </font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Mi ricordo il caso di una bambina che aveva cominciato a fare dei rituali riparatori da circa 6 mesi, mi telefon&ograve; la madre molto preoccupata perch&eacute; mi disse che non sapeva pi&ugrave; cosa fare e che la cosa andava peggiorando sempre pi&ugrave;.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Dissi come mio solito alla madre di venire da sola in seduta, in questo caso ancora di pi&ugrave; perch&eacute; la bambina aveva solo 5 anni.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">La madre mi raccont&ograve; che la bambina aveva da un po&rsquo; di tempo dei rituali, chiedeva di continuo delle rassicurazioni sul fatto che il portone di casa era chiuso, che le chiavi del portone fossero nel tiretto di un com&ograve; della stanza da letto.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">La bambina durante il giorno controllava di continuo che le chiavi fossero al suo posto, o quando uscivano che il portone fosse chiuso, chiedendo alla madre in sua presenza di chiuderlo e aprirlo pi&ugrave; volte per essere sicuri che fosse chiuso.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Dopo essere usciti chiedeva di continuo alla madre se era sicura che il portone fosse chiuso.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">In questo caso immagino la paura di una madre e di un padre nel vedere la propria figlia comportarsi in questo modo apparentemente bizzarro, se non &ldquo;illogico&rdquo;.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">In questo caso bast&ograve; prescrivere alla madre di essere meno complice le darle rassicurazioni e di chiedere alla figlia pi&ugrave; volte durante il giorno di fare i rituali, per far crollare tutto il problema su se stesso.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Questa madre fu talmente brava che riusc&igrave; a sbloccare il problema di sua figlia tra la prima e la seconda seduta.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%"><font size="2"><font face="Arial, sans-serif">Non &egrave; difficile lavorare in modo indiretto, &egrave; solo diverso, anzi talvolta &egrave; anche pi&ugrave; semplice.</font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="line-height: 150%">&ldquo;<font size="2"><font face="Arial, sans-serif">E&rsquo; semplice rendere le cose complicate, ma &egrave; difficile renderle semplici.&rdquo; F. Nietzsche</font></font></p>
</h3>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.psicologionline.net/" target="_blank" title="PsicologiOnline.net - Elenco Psicologi e Psicoterapeuti Online"><img src="http://www.psicologionline.net/images/banner/banner2.jpg" alt="PsicologiOnline.net - Elenco Psicologi e Psicoterapeuti Online" /></a></p>
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		<title>Attacchi di Panico</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 08:33:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify">Un <b>attacco di panico</b> &egrave; costituito da un episodio acuto d&rsquo;ansia, che si manifesta tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione &egrave; significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunch&eacute; e spesso sono debilitanti. Un episodio pu&ograve; essere descritto come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Oltre ai sintomi fisici durante l&rsquo;attacco di panico, la persona pu&ograve; avere nella maggior parte delle volte la paura di morire, impazzire o perdere il controllo di emozioni e/o comportamenti. L&#8217;esperienza di solito provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l&#8217;attacco oppure nel cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.</h4>
<h4 style="text-align: justify">La maggior parte delle persone che ha un attacco, poi purtroppo ne ha altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilit&agrave; di avere un altro attacco, allora si dice che ha un &quot;disturbo da attacchi di panico&quot; o DAP.</h4>
<h4 style="text-align: justify">L&#8217;attacco di panico si distingue da altre forme di ansia dall&#8217;intensit&agrave; e dalla sua natura improvvisa ed episodica. Gli attacchi di panico sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d&#8217;ansia, agorafobia, claustrofobia, fobia sociale, ipocondria e altre condizioni psicologiche che comprendono l&#8217;ansia, sebbene gli attacchi di panico non siano sempre indicativi di un disturbo mentale.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Le persone con fobie specifiche vivono gli attacchi di panico, spesso come risultato diretto all&#8217;esposizione del loro elemento scatenante (ad. piccioni, lucertole, cani, grandi piazze, in auto&hellip;).</h4>
<h4 style="text-align: justify">Questi attacchi di panico sono di solito brevi e si attenuano rapidamente una volta che &egrave; stato evitato l&#8217;elemento scatenante. In condizioni di ansia cronica un attacco di panico pu&ograve; spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni e a comportamenti di evitamento. Quando si instaura una sindrome da attacco di panico l&#8217;elemento predominante che si impadronisce del soggetto affetto &egrave; &quot;la paura della paura&quot;.</h4>
<h4 style="text-align: justify">La paura d&rsquo;altronde &egrave; la pi&ugrave; primitiva tra le nostre emozioni, pu&ograve; salvarci da alcune situazioni pericolose ma pu&ograve; anche bloccarci se diventa invalidante.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Questa patologia ormai dilagante soprattutto nelle societ&agrave; benestanti, che pu&ograve; prevaricare la propria vita e creare una condanna per la persona, non significa che non pu&ograve; essere superata .</h4>
<h4 style="text-align: justify">Negli ultimi decenni, si &egrave; capito molto di pi&ugrave; di come funziona e si sviluppa un attacco di panico, i modelli di Terapia Breve hanno sviluppato e messo a punto dei protocolli di trattamento per la patologia da Attacco di panico, con risultati duraturi ed ineccepibili.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Per risolvere questo problema invalidante, oggi giorno, non &egrave; necessario fare lunghe e costose forme di terapia ma pu&ograve; essere sufficiente un intervento terapeutico breve e strategico.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Nei miei anni di formazione e di libera professione, ho visto concretamente come centinaia di casi di questa patologia possano essere sconfitti definitivamente tramite una psicoterapia breve strategica mirata e cucita su misura sulla persona, dal ragazzo che soffre di attacchi di panico da soli due mesi, alla signora che ne soffre da 18 anni, la risoluzione del problema non dipende dalla durata della patologia ma da quello che viene messo in atto per risolverlo.</h4>
<h4 style="text-align: justify">L&rsquo;ultimo caso che mi &egrave; successo di affrontare &egrave; stato quello di un ragazzo che oltre a soffrire di attacchi di panico aveva associato ad esso un disturbo ossessivo compulsivo pi&ugrave; comunemente definito doc.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Il ragazzo aveva bisogno di ingoiare decine e decine di volte durante il giorno, tant&rsquo;&egrave; che era divenuto anche il suo segnale d&rsquo;allarme, per un ipotetico attacco di panico imminente, quindi come si pu&ograve; ben capire questa persona viveva nella costante paura che potesse tornare un attacco di panico.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Quando questa persona &egrave; venuta da me stava assumendo una terapia farmacologia, ed oltre a voler risolvere il problema degli attacchi di panico, voleva liberarsi dai farmaci, che sviluppavano in lui dei brutti effetti collaterali.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Mi ricordo ancora la frase che mi disse in prima seduta, e cio&egrave; che avrebbe preferito soffrire di una malattia fisica, piuttosto che di una malattia mentale, perch&eacute; almeno la prima l&rsquo;avrebbe potuta curare.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Io gli risposi, dato che era la prima volta che si rivolgeva ad uno psicoterapeuta fino a quel giorno aveva provato solo terapie farmacologiche, che era ancora presto per dirlo, che forse da l&igrave; a poco tempo avrebbe cambiato idea.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Fu proprio cos&igrave;, dopo solo 2 sedute il paziente si sblocc&ograve;, e con un sorriso mi disse che si era proprio sbagliato e che se avesse saputo prima che c&rsquo;erano delle tecniche cos&igrave; efficaci e veloci per risolvere il suo problema non avrebbe sofferto inutilmente per 3 anni e mezzo e preso tutta quella &ldquo;robaccia&rdquo;.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Naturalmente dopo lo sblocco ci vollero altre poche sedute per consolidare il cambiamento e portare la persona ad affrontare uno dopo l&rsquo;altro tutti gli evitamenti che aveva creato in quegli anni.</h4>
<h4 style="text-align: justify">&nbsp;</h4>
<h4 style="text-align: justify">Questo non &egrave; un caso isolato, l&rsquo;evoluzione della Terapia Breve Strategica come dagli ultimi studi empirici effettuati sulla casistica, riporta che nell&rsquo;arco di 10 anni su un campione di <strong>3.640 casi trattati</strong>, comprendente le varie patologie psicologiche,&nbsp; <strong>ben 86% con punte del 95% dei casi &egrave; stato risolto, </strong>(ovvero con il completo superamento del disagio presentato dal paziente), mediante un trattamento di durata media pari a <strong>sole 7 sedute.</strong>&nbsp;&nbsp;</h4>
<h4 style="text-align: justify">La punta del 95% si ha proprio con i disturbi d&rsquo;ansia e tra questi gli attacchi di panico.</h4>
<h4 style="text-align: justify">I dati delle&nbsp;ricerche effettuate&nbsp;sono disponibili sul sito <a href="http://www.centroditerapiastrategica.org">www.centroditerapiastrategica.org</a>.</h4>
<h4 style="text-align: justify">&nbsp;</h4>
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