Psicologo Pescara, Psicologo Teramo 

Dott. ROBERTO CETRONI

 Psicologo – Psicoterapeuta

Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica e Ipnosi Strategica

 

Iscritto all’Ordine degli Psicologi Emilia Romagna N° 4217
Ricercatore Associato al C.T.S. di Arezzo

 Responsabile in Abruzzo degli Studi

di Pescara, Teramo, L’Aquila e Tortoreto

Affiliati al Centro di Terapia Strategica di Arezzo

diretto dal Prof. Giorgio Nardone

 



Via Giosuè Carducci 71 65122 Pescara


Via Scarselli 2/A
64100 Teramo 


Via Campo di Pile 67100 L’Aquila

 

Via Vascello 26 64018 Tortoreto (TE)

 

Email:  info@psicoterapiabreveabruzzo.it

Tel: 3286169937 

P.I. 01610820670

 

 

 

 

La paura delle decisioni

 

La paura delle decisioni

Come costruire il coraggio di scegliere per sè e per gli altri

Decidere è una libertà, ma anche un compito che può diventar difficile, fino a trasformarsi in un peso insostenibile. Più l’umanità si è evoluta, e più complessa è diventata la realtà con cui l’uomo entra in relazione, e di conseguenza più faticoso è diventato districarsi nella giungla delle scelte. La difficoltà aumenta in proporzione al ruolo occupato da chi decide nelle gerarchie della famiglia, della società, dell’economia – dal genitore al manager, dall’insegnante al politico.

Gli strumenti a nostra disposizione – corsi e seminari di management e studio dei processi decisionali – si concentrano sull’aspetto razionale trascurando le oscure forze emotive che sono i veri ostacoli del decidere: la paura e le sue manifestazioni disfunzionali, lo stress e il dubbio patologico, l’angoscia e il panico.
Partendo dalla sua pluriennale esperienza in diverse realtà formative e cliniche, Giorgio Nardone ci guida alla scoperta della "psicopatologia del decidere": la paura di sbagliare, di non essere all’altezza o di esporsi non deve essere negata, ma compresa e gestita con strategie e stratagemmi mirati, in grado di trasformarla da handicap ad arma vincente. Solo cosi ritroveremo il coraggio e la serenità di affrontare i numerosi bivii del percorso della vita. 

2° Convegno Mondiale di Terapia Breve Strategica e Sistemica

 

 

Nella Cornice della fantastica città di Firenze dal 15 ottobre al 19 ottobre si terrà il secondo convegno mondiale di Terapia Breve Strategica e Sistemica.

Verranno da ogni parte del mondo esperti psicoterapeuti per aggiornarsi sulle ultime tecniche messe a punto negli ultimi 4 anni.

Il programma di questa edizione si focalizzerà su ciò che rende possibile l’applicazione degli interventi di cambiamento, ovvero, la comunicazione nei suoi aspetti pragmatici. – See more at: http://bsst.org/congress/it/index.php#sthash.op7XhGyO.dpuf
Il programma di questa edizione si focalizzerà su ciò che rende possibile l’applicazione degli interventi di cambiamento, ovvero, la comunicazione nei suoi aspetti pragmatici. – See more at: http://bsst.org/congress/it/index.php#sthash.op7XhGyO.dpuf

Il programma di questa edizione si focalizzerà su ciò che rende possibile l’applicazione degli interventi di cambiamento, ovvero, la comunicazione nei suoi aspetti pragmatici.

 Per Informazioni visitate il sito:  BSST.ORG

Psicotrappole

"Chiunque può costruirsi le psicotrappole di cui diventare prigioniero, non solo chi è scarsamente dotato, fragile o ignorante. Nella mia esperienza di clinico, al contrario, i casi più incredibili e difficili da trattare riguardavano persone eccezionalmente dotate: proprio in virtù delle loro capacità superiori questi soggetti estremizzano anche i problemi. Si potrebbe affermare che la complicazione psicopatologica è direttamente proporzionale all’intelligenza e alle capacità del soggetto che ne soffre, poiché, proprio in virtù di queste, è in grado di scavarsi una trappola ben più profonda, o di costruirsi intorno una prigione o un labirinto da cui sembra impossibile fuggire." – See more at: http://www.giorgionardone.it/dt-b.php?iID=86&tp=m#sthash.MOsHs2Ew.dpuf

 

"Chiunque può costruirsi le psicotrappole di cui diventare prigioniero, non solo chi è scarsamente dotato, fragile o ignorante. Nella mia esperienza di clinico, al contrario, i casi più incredibili e difficili da trattare riguardavano persone eccezionalmente dotate: proprio in virtù delle loro capacità superiori questi soggetti estremizzano anche i problemi. Si potrebbe affermare che la complicazione psicopatologica è direttamente proporzionale all’intelligenza e alle capacità del soggetto che ne soffre, poiché, proprio in virtù di queste, è in grado di scavarsi una trappola ben più profonda, o di costruirsi intorno una prigione o un labirinto da cui sembra impossibile fuggire." – See more at: http://www.giorgionardone.it/dt-b.php?iID=86&tp=m#sthash.MOsHs2Ew.dpuf
"Chiunque può costruirsi le psicotrappole di cui diventare prigioniero, non solo chi è scarsamente dotato, fragile o ignorante. Nella mia esperienza di clinico, al contrario, i casi più incredibili e difficili da trattare riguardavano persone eccezionalmente dotate: proprio in virtù delle loro capacità superiori questi soggetti estremizzano anche i problemi. Si potrebbe affermare che la complicazione psicopatologica è direttamente proporzionale all’intelligenza e alle capacità del soggetto che ne soffre, poiché, proprio in virtù di queste, è in grado di scavarsi una trappola ben più profonda, o di costruirsi intorno una prigione o un labirinto da cui sembra impossibile fuggire." – See more at: http://www.giorgionardone.it/dt-b.php?iID=86&tp=m#sthash.MOsHs2Ew.dpuf

Psicotrappole

 

 

"Chiunque può costruirsi le psicotrappole di cui diventare prigioniero, non solo chi è scarsamente dotato, fragile o ignorante. Nella mia esperienza di clinico, al contrario, i casi più incredibili e difficili da trattare riguardavano persone eccezionalmente dotate: proprio in virtù delle loro capacità superiori questi soggetti estremizzano anche i problemi. Si potrebbe affermare che la complicazione psicopatologica è direttamente proporzionale all’intelligenza e alle capacità del soggetto che ne soffre, poiché, proprio in virtù di queste, è in grado di scavarsi una trappola ben più profonda, o di costruirsi intorno una prigione o un labirinto da cui sembra impossibile fuggire." 

Aiutare i Genitori ad Aiutare i Figli

Nel 2012 esce finalmente un libro sulla Terapia Indiretta, frutto delle ricerche effettuate dal CTS di Arezzo e da un gruppo di ricercatori affiliati ad esso. E’ un manuale su tutto il ciclo di vita di un figlio, le tecniche sono semplici e collaudate su migliaia di casi risolti in tutta Italia.

 

 

 

 

Probabilmente sono pochissimi i genitori che non hanno mai dovuto affrontare problemi grandi o piccoli con i propri figli, a tutte le età. Chi non ha mai avuto a che fare con le difficoltà dei primi mesi di vita del neonato, con un bambino introverso o troppo vivace, con un adolescente problematico? Negli ultimi anni si è assistito a un interesse crescente per lo studio delle dinamiche familiari, con un’applicazione sempre più ampia di interventi e psicoterapie strategiche che coinvolgono non solo il paziente di volta in volta «designato», ma anche i genitori. È proprio a loro che è destinato il testo, un vero e proprio quick reference text, ossia un manuale di pronta e chiara consultazione: all’illustrazione del problema o della patologia si associano modalità concrete di soluzione e numerosi esempi tratti dalla casistica clinica. L’aspetto più innovativo riguarda la terapia indiretta: i genitori, assumendo il ruolo decisivo di «coterapeuti», diventano i primi veri «specialisti» a cui i figli dovrebbero affidarsi. Gli autori intendono così «aiutare i genitori ad aiutare i figli», modificandone gli atteggiamenti controproducenti e permettendo loro di intervenire direttamente sulle realtà disfunzionali, giocando sulla centralità degli aspetti comunicativi e relazionali. I risultati di tale lavoro, estremamente variegato ma riassunto con grande precisione ed efficacia in queste pagine, hanno permesso di mettere a punto strategie differenziate e specifiche per ciascuna realtà familiare, fascia d’età e obiettivo terapeutico: come è tipico dell’approccio strategico, non è tramite l’osservazione asettica e l’estrapolazione epidemiologica dei dati che si giunge alla definizione del trattamento, ma «solo le soluzioni che funzionano possono spiegare il funzionamento dei problemi che hanno risolto».

1 Convegno Mondiale di Terapia Breve Strategica e Sistemica

 

 

Dall’Arte alla
Tecnologia del Cambiamento


Psicopatologia Interazionale Strategica:
una classificazione operativa per trattamenti realmente efficaci 
&

patologie manageriali e Disfunzioni dei sistemi organizzativi

10-11-12-13-14  NOVEMBRE  2010

Palamontepaschi, CHIANCIANO TERME (SI)

 

Per maggiori informazioni visitate il sito   www.bsst.org

Traumi e Disturbo Post Traumatico da Stress

Un libro molto interessante uscito in libreria negli ultimi mesi ad opera di due note ricercatrici del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, Federica Cagnoni e Roberta Milanese, sembra fatto per noi abruzzesi che purtroppo abbiamo affrontato e stiamo ancora affrontando la dura prova del terremoto a L’Aquila.

Cambiare il Passato

"Da quel momento in avanti ci saranno nella tua vita un ‘prima’ e un ‘dopo’. ‘Prima’ che capitasse questo evento probabilmente credevi che il mondo fosse giusto e che tutto avesse un significato. ‘Dopo’, di colpo, senti di non avere più il controllo della tua vita e di ciò che capita intorno a te. Ti senti vulnerabile e il tuo mondo non è più sicuro. È difficile dare un senso a quello che verrà: il significato della vita che era presente solo pochi attimi prima non c’è più, nulla è più giusto né equo." 

 Calamità, terremoti, disastri e sciagure sono, purtroppo, parte della condizione umana, e di norma le persone sono «naturalmente» attrezzate per reagire agli stress estremi provocati da simili eventi.
A volte, però, il fatto traumatico può fissarsi nella mente di chi ne è testimone o protagonista al punto da non abbandonarlo più: siamo allora di fronte alla patologia chiamata disturbo post-traumatico da stress. La persona in questo caso diviene letteralmente prigioniera di un passato che continua a inondare il suo presente di paura, dolore e rabbia, impedendole di proseguire il suo cammino verso il futuro.

Oltre a definire e inquadrare il disturbo post-traumatico da stress e a dar conto delle più recenti ricerche sull’argomento, questo libro presenta in modo esaustivo e sistematico il protocollo di trattamento del disturbo post-traumatico da stress messo a punto con ottimi risultati negli ultimi cinque anni presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.

Da sempre la Terapia Strategica si propone come una terapia breve, orientata sul «qui e ora» della persona; questo non significa però negare l’importanza della storia di ciascun individuo. Il terapeuta strategico evita di interpretare il passato e di assegnargli un significato che spesso rimane sconosciuto anche a chi lo ha vissuto, ma quando – come in questo caso – è il passato a costituire il problema del presente, il lavoro del terapeuta strategico si rivolge proprio all’evento trascorso o, meglio, alla sua ricollocazione: non si tratta cioè di cancellare il passato, ma di aiutare la persona a sbloccare le risorse di cui è naturalmente dotata e che il trauma ha temporaneamente paralizzato, e a riportarlo nella sua giusta posizione temporale: quella, appunto, passata.

 

Ponte alle Grazie

Domande Frequenti sulla Psicoterapia Breve Strategica

 

1) Quanto può durare una terapia breve strategica?

La terapia breve strategica è un intervento psicologico psicoterapeutico breve e focale, di norma il terapeuta si da l’obiettivo in 10 sedute di raggiungere per vedere dei reali e significativi cambiamenti o per sbloccare il problema a seconda della gravità del problema. Nella maggior parte dei casi, l’intervento terapeutico non supera le 20 sedute complessive. Essendo un metodo di ricerca-intervento, c’è da parte dello Psicoterapeuta una verifica costante insieme al Cliente dell’efficacia del trattamento.

2) Qual’ è la frequenza delle sedute?

La frequenza delle sedute di solito è quindicinnale, salvo casi particolari per i quali, nella fase iniziale, può essere opportuno stabilire degli incontri settimanali. Dopo lo sblocco del problema la cadenza delle sedute può divenire ogni 3 settimane, per poi distanziarsi sempre di più. Le ragioni per cui la cadenza delle sedute è così distanziata rispetto ad altre Psicoterapie “Classiche” sono principalmente tre. Da un lato occorre dare il tempo necessario alle prescrizioni date in seduta di fare il loro effetto, dall’altro così facendo si evita un effetto indesiderato e rischioso per il cliente come la dipendenza con lo psicoterapeuta. Il terzo motivo è dare la possibilità, alle capacità ritrovate di consolidarsi nel tempo, ovvero imparare a “camminare con le proprie gambe”.

3) Quanto dura una seduta?

La durata di una seduta di Psicoterapia Breve Strategica è molto variabile a seconda della fase del trattamento in cui si trova la persona e del tipo di problema che porta. Può variare dai 20 minuti alle 2 ore, ad esempio una seduta di un attacco di panico “sbloccato” può durare anche 20 minuti, mentre una seduta iniziale di Terapia Indiretta può durare anche 2 ore, dipende dall’obiettivo che lo Psicoterapeuta si prefigge di ottenere in quello specifico incontro.

4) La terapia breve strategica dà risultati duraturi nel tempo?

Dalle statistiche del Centro di Terapia Stategica di Arezzo, che raccoglie tutti i dati provenienti dai 114 studi affiliati sparsi in tutto il mondo, si evidenzia l’elevata efficacia dell’intervento nel tempo. I risultati dei follow up a 3 mesi, 6 mesi e 1 anno dalla fine della terapia, dimostrano che la possibilità di ricadute è minima.

 

5) La psicoterapia strategica può aiutare pazienti restii a recarsi dallo psicologo o da uno specialista?

Sì, lo psicoterapeuta strategico può utilizzare in questi casi, in maniera efficace, la terapia indiretta, lavorando non sulla persona portatrice del problema, ma sui familiari che, mettendo in atto delle strategie ad hoc, prescritte dal terapeuta, sbloccheranno il problema del parente malato. Come diciamo usualmente, è meglio una persona collaborativa fuori che una persona boicottante dentro la Terapia.  In alcuni casi, dove si riterrà necessario, si utilizzeranno delle strategie per portare dolcemente il paziente a recarsi in studio, senza che si senta costretto a farlo.

6) La psicoterapia breve strategica prevede l’utilizzo di farmaci?

No, l’intervento è psicologico e psicoterapeutico e non prevede l’utilizzo di farmaci. Se il paziente ha una terapia farmacologica in corso, una volta raggiunta l’estinzione del problema in accordo con il medico curante e/o psichiatra il paziente potrà scalare i farmaci.

A Chi si rivolge la TBS

 

La Terapia Breve Strategica risulta particolarmente efficace ed efficiente nella cura dei seguenti disturbi:

Disturbi d’ansia – disturbo da attacchi di panico – agorafobia – disturbo d’ansia generalizzato – fobia sociale – disturbo post-traumatico da stress – fobie specifiche (di animali, oggetti, situazioni..) – ossessioni – compulsioni – ipocondria

Disordini alimentari - Anoressia – Bulimia – Vomiting – Binge Eating

Depressione nelle sue varie forme

Disturbi sessuali - difficoltà di erezione – eiaculazione precoce – vaginismo e dispaurenia – disturbi del desiderio

Problemi relazionali nei diversi contesti (familiare, lavorativo, amicale..)

Problemi di coppia

Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza – disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività – disturbo oppositivo-provocatorio – mutismo selettivo – disturbo da evitamento – ansia da prestazione – fobia scolare – disturbo da isolamento

Disturbi legati all’abuso di Internet - la dipendenza dalla Rete – la information overloading addiction: ovvero quando le informazioni non bastano mai – lo shopping compulsivo in Rete – on-line gambling: ovvero le scommesse in rete – il trading on-line compulsivo – la chat dipendenza – la dipendenza da cybersesso

Riorganizzazione sito

Come funziona

La Terapia Strategica è una forma di intervento breve e focale, orientata verso l’estinzione dei sintomi, da una parte, e verso la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di sé, degli altri e del mondo, dall’altra. Pertanto rappresenta un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica. Il cambiamento, infatti, avviene non solo a livello comportamentale, ma anche emotivo e cognitivo.

Partendo dall’assunzione che i disturbi di natura psicologica derivano da una modalità disfunzionale di percepire e di reagire nei confronti della realtà, il terapeuta strategico, per cambiare una situazione problematica, anziché andare alla ricerca delle cause originarie, indaga sul "come" il problema funziona e sul "come" si mantiene per poi individuare la modalità d’intervento più efficace. Un aspetto fondamentale su cui il terapeuta focalizza l’attenzione sin dal primo incontro è l’indagine sulle cosiddette "tentate soluzioni", vale a dire tutto ciò che il paziente stesso e le persone intorno a lui hanno tentato di fare per cercare di risolvere il problema. Questi tentativi disfunzionali ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con delle strategie più funzionali, alimentano la situazione problematica e ne determinano la sua persistenza, complicandola ulteriormente. Da un punto di vista strategico, quindi, per cambiare una situazione problematica non è necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento), ma lavorare su come questa si mantiene nel presente modificando la ridonante ripetizione delle "tentate soluzioni" adottate. Per questo motivo, il terapeuta strategico concentra la sua attenzione, fin dal principio della terapia, sul rompere questo circuito vizioso che si è venuto a stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su "come funziona" il problema, piuttosto che sul "perché esiste", sulla ricerca delle "soluzioni" piuttosto che delle "cause". Scopo ultimo dell’intervento terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle "tentate soluzioni") ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta. In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive. Per raggiungere questo obiettivo nella maniera più efficace e rapida possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire già dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.

Terapia Indiretta con Bambini e Ragazzi Difficili

Il trattamento indiretto, con bambini e ragazzi difficili, è un tipo di intervento psicologico che prevede il coinvolgimento di uno o più membri adulti della famiglia, i quali rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del minore e quindi di tutto il sistema familiare.

Molti dei problemi che si manifestano nel contesto familiare e che compromettono il normale svolgimento delle attività quotidiane di uno o più componenti possono essere, a volte, non affrontati in modo adeguato o possono essere sottovalutati.

I problemi psicologici che coinvolgono la famiglia si costruiscono spesso sulla base delle reazioni messe in atto dai genitori per cercare di risolvere il problema stesso. Il problema così, anziché risolversi, viene alimentato o addirittura estremizzato dal modo in cui si sta cercando di risolverlo.

I tentativi fatti dalla famiglia sono quelle che noi Strategici chiamiamo le Tentate Soluzioni disfunzionali.

Il rischio maggiore al quale una famiglia può andare incontro, continuando ad utilizzare le tentate soluzioni, è che un problema possa trasformarsi in un profondo disagio e di conseguenza in un disturbo psicopatologico, questo accade quando il problema si mantiene, si stabilizza e si amplifica in seguito alla messa in atto di soluzioni disfunzionali perpetuate nel tempo.

A questo punto l’intervento Strategico, va alla ricerca della leva per sovvertire i circoli viziosi che si sono instaurati nella famiglia, utilizzando dei protocolli di intervento collaudati, nel giro di poche sedute, le prescrizioni bloccheranno le tentate soluzioni disfunzionali, e farà sì che si inneschino dei cambiamenti per la risoluzione del problema.

Molto spesso quando arrivano da me genitori che hanno problemi con i loro figli, sono sorpresi quando specifico che preferisco vedere solo loro e non il figlio.

Quello che molti nostri colleghi sottovalutano è che un bambino quando va dallo psicologo o psicoterapeuta, si sentirà diverso già per il solo fatto che è in cura da uno specialista.

Il bambino prima di tutto non deve sentirsi etichettato, ne come un bambino difficile ne come problematico; tant’è che noi Psicoterapeuti Strategici evitiamo anche di fare delle diagnosi, o meglio evitiamo di comunicarle perché potremo creare l’effetto Profezia Autoavverantesi.

Il rischio è di sommare ad un problema già presente, l’etichetta diagnostica di una possibile patologia che anziché risolvere il problema in questo caso lo potrebbe solo aggravare.

La diagnosi la comunicheremo all’ interessato quando non è più pericoloso farlo.

Come diceva già Ippocrate: “Primum non nuocere.”

Inoltre è molto più proficuo lavorare con i genitori e/o insegnanti, piuttosto che con un bambino o ragazzo problematico che potrebbe boicottare la terapia e rendere vano il nostro intervento.

Difatti la psicoterapia che io utilizzo in questi casi, insieme a tutti gli affiliati del C.T.S. di Arezzo, è quella della terapia indiretta insegnata dal Prof. Giorgio Nardone, durante le sedute non vedrò il bambino che aiuterò a meno che non ci siano ragioni specifiche (ad es. anoressia…).

Non venendo fisicamente in terapia, il bambino senza sentirsi problematico, senza essere sottoposto alle domande di uno specialista, ma quasi magicamente attraverso i nuovi comportamenti dei genitori guidati dallo psicoterapeuta cambierà comportamento e/o guarirà.

E’ quello che noi strategici chiamiamo: “Solcare il mare all’insaputa del cielo”.

I bambini sono i più facili da aiutare, proprio perché hanno ancora tutte le potenzialità per cambiare anche velocemente, se i genitori riescono a seguire le prescrizioni i risultati non tarderanno a venire.

Mi ricordo il caso di una bambina che aveva cominciato a fare dei rituali riparatori da circa 6 mesi, mi telefonò la madre molto preoccupata perché mi disse che non sapeva più cosa fare e che la cosa andava peggiorando sempre più.

Dissi come mio solito alla madre di venire da sola in seduta, in questo caso ancora di più perché la bambina aveva solo 5 anni.

La madre mi raccontò che la bambina aveva da un po’ di tempo dei rituali, chiedeva di continuo delle rassicurazioni sul fatto che il portone di casa era chiuso, che le chiavi del portone fossero nel tiretto di un comò della stanza da letto.

La bambina durante il giorno controllava di continuo che le chiavi fossero al suo posto, o quando uscivano che il portone fosse chiuso, chiedendo alla madre in sua presenza di chiuderlo e aprirlo più volte per essere sicuri che fosse chiuso.

Dopo essere usciti chiedeva di continuo alla madre se era sicura che il portone fosse chiuso.

In questo caso immagino la paura di una madre e di un padre nel vedere la propria figlia comportarsi in questo modo apparentemente bizzarro, se non “illogico”.

In questo caso bastò prescrivere alla madre di essere meno complice le darle rassicurazioni e di chiedere alla figlia più volte durante il giorno di fare i rituali, per far crollare tutto il problema su se stesso.

Questa madre fu talmente brava che riuscì a sbloccare il problema di sua figlia tra la prima e la seconda seduta.

Non è difficile lavorare in modo indiretto, è solo diverso, anzi talvolta è anche più semplice.

E’ semplice rendere le cose complicate, ma è difficile renderle semplici.” F. Nietzsche

 

 

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Aforismi Terapeutici
'L'uomo è così perfettibile e corruttibile che può divenire pazzo mediante la ragione'
G. Lichtenberg
'Ognuno costruisce la realtà che poi subisce'
Alessandro Salvini
'il modo migliore per prevedere il futuro è inventarlo'
F.Ford Coppola
'Non esistono pazienti impossibili ma soltanto terapeuti incapaci'
D.D. Jackson
'Tutto va imparato non per esibirlo, ma per utilizzarlo'
G. Lichtenberg
Cambiare Occhi Toccare il Cuore
di Giorgio Nardone
"L'aforisma può essere ritenuto una vera e propria tecnica strategica (...) Come nelle più raffinate forme di arti marziali, il maestro non utilizza tanti colpi, ma uno solo preciso che faccia leva su uno specifico punto di pressione che, una volta toccato in maniera adeguata, faccia crollare l’avversario"